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| LA DISINFESTAZIONE |
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La disinfestazione è definita genericamente come l'insieme di operazioni tendenti alla eliminazione, o per lo meno alla limitazione, dei parassiti (artropodi, muridi e malerbe) e dei loro danni, dalla semplice applicazione di prodotti spray in ambiente domestico, a veri e propri piani di lotta. In senso stretto la disinfestazione si riferisce alla lotta contro gli insetti, mentre le operazioni contro i ratti vengono definite "derattizzazione" e quelle contro le malerbe "diserbo". Le fasi delle disinfestazioneLe fasi previste sono:
I piani di lotta si rifanno alle strategie dell'Integrated Pest Management (IPM) e devono anche integrarsi con gli Hazard Analysis and Critical Control Point (HACCP) ovverosia il superamento dei punti critici del processo soggetto alla disinfestazione. Tipi di lotta"Lotta mirata" è definito l'intervento volto ad eliminare, o ridurre in modo da renderlo non dannoso, solo l'organismo bersaglio, agendo quindi in maniera non indiscriminata La selettività viene ottenuta con diverse tecniche:
Il metodo comprende la definizione di una soglia di danno e l'attuazione di un monitoraggio continuo, allo scopo di individuare i momenti di intervento più idonei, in relazione ai mezzi a disposizione. "Lotta integrata" prevede anch'essa la determinazione di una soglia di danno e monitoraggi continui e consiste nell'impiego ridotto di prodotti chimici, con particolare attenzione alla selettività e ai profili tossicologici. I prodottiI prodotti chimici utilizzati, naturali o di sintesi, sono presidi medico chirurgici (biocidi), approvati dal Ministero della salute dietro assenso dell'Istituto superiore di sanità. Ciascun prodotto è identificato da un nome e numero di registrazione, che ne indica la precisa composizione. I prodotti sono classificabili in diversi modi
La tossicità è indicata con la sigla "DL" che indica la quantità di milligrammi per chilo di peso corporeo in grado di indurre la morte del 50% della popolazione (in genere ratti) a cui è stata somministrata la sostanza. Le attrezzaturaGli apparecchi erogatori si caratterizzano per portata, velocità operativa, dimensioni e densità delle goccioline emesse (diametro e numero per centimetro quadrato) e caratteristiche di erogazione (distanza e ampiezza). Gli apparecchi devono inoltre essere conformi alle norme di sicurezza e consentire una precisa erogazione. Il dosaggio dei prodotti utilizzati dipende dalla velocità operativa del mezzo e deve essere dunque calibrato in funzione di questo. Le irroratrici sono costituite da una pompa che imprime una pressione ad un liquido, il quale, passando attraverso un ugello si nebulizza. Si dividono in:
Il personale interessato nelle attività di disinfestazione deve inoltre essere dotato di dispositivi di protezione individuale (DPI). I più comuni di questi sono guanti, occhiali, copricapo (cappello o elmetto), scarpe o stivali e maschere (naso-bocca o facciali) con i relativi filtri. In generale le infestazioni possono avvenire in qualsiasi punto della filiera alimentare, dalla crescita nei campi, al trasporto, allo stoccaggio, alla lavorazione, alla vendita, alla conservazione domestica. Sono di particolare importanza i trattamenti preventivi a tutte le strutture interessate. Nelle industrie alimentari è necessario prestare particolare attenzione alla pulizia dai residui delle lavorazioni; le infestazioni possono essere favorite da temperature ed umidità elevate necessarie in alcuni processi di lavorazione. I trattamenti chimici devono essere limitati e la maggiore azione si effettua per mezzo della prevenzione: progettazione di ambienti a prova di insetto o loro ristrutturazione (con doppie porte con ritorno, reti a maglie sottili applicate alle aperture e sigillatura di crepe e fessure), ispezione delle merci in entrata (filth-test), immagazzinamento in locali puliti accuratamente e trattati preventivamente, con merci non sfuse e collocate distanziate e ispezionabili. Possono essere utilizzate trappole per la cattura degli insetti infestanti che impieghino come attrattivi fenormoni, luci o colori, che consentono anche il monitoraggio e un'eventuale azione tempestiva. HACCP "Hazard Analysis Critical Control Point"In questo campo il sistema HACCP ("Hazard Analysis critical control point"), proposto nella "National Conference of Food Protecion" svoltasi nel 1971, ha avuto come obiettivo di impedire l'insorgere di problemi igienici sanitari durante tutte le fasi della filiera alimentare, attraverso una serie di controlli specifici. Ha previsto le attività di pianificazione, analisi critica dell'insieme, determinazione dei punti critici e delle relative priorità, specificazione dei criteri (prevenzione, eliminazione o riduzione del rischio), metodiche di monitoraggio, controllo dei risultati, flusso di informazioni con banche dati, attivazione di processi migliorativi. |
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